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Dopo
la breve zona pianeggiante bagnata dal fiume Versilia, si
giunge a Seravezza sotto l'incubo delle rocce di Corvaia e la
visione apocalittica delle cave di marmo della Ceragiola. Una
volta nel capoluogo, salendo verso Ponte Stazzemese, o in alto
verso il paese di Azzano in direzione dell'Altissimo,
allargandosi l'orizzonte fino ad abbraciare ogni vicina
montagna, si offre al visitatore il fascino di una terra dove
la dolcezza del paesaggio è in eterno contrasto con
l'allucinante biancheggiare delle cave.


L'etimologia
di Seravezza , tratta dal nome dei due fiumi che la
bagnano, non ha fondamento storico: difatti in documenti
del X secolo è chiamata "Sala Vetitia";
"Sala Vecchia" è detta negli Annali lucchesi
di Tolomeo e "Sala Vetia"o "Sara Vetitia"
in strumenti del 1368, 1375, mai però Seravezza.
Distrutta per sempre da Lucca la potenza feudale di
questi, Seravezza, come Corvaia, Vallecchia e Cappella
fu unita alla Vicaria di Pietrasanta. Seravezza,
dividendo interamente le sorti di Pietrasanta, passò
nel 1450 ai Genovesi che la tennero fino al 1484; quindi
a Firenze, poi a Carlo VIII nel 1496, poi a Lucca e
infine nuovamente a Firenze dopo il lodo di Leone X del
1513, con la quale rimase poi sempre unita godendo di
una certa autonomia e di statuti civili propri. La
dominazione fiorentina, e medicea specialmente, fu
benefica per il grande impulso dato
all'esplorazione
delle miniere ed all'escavazione dei marmi della
Versilia, prima di allora quasi completamente
sconosciuti.
Già
il Buonarroti, per incarico di Leone X, aveva tratto dal
m. Trambiserra e dal m. Altissimo i primi marmi per la
facciata di S. Lorenzo a Firenze, e aperta la strada per
il loro trasporto fino al mare. Cosimo I continuò la
sua opera con nuova lena, estendendola anche alle
ricerche minerarie.
Più
tardi Gianbologna in una sua lettera del 1569 al duca
Francesco figlio di Cosimo, descrisse nel suo cattivo
italiano il passaggio dei primi grandi blocchi delle
cave di monte Altissimo fra il giubilo dei Seravezzini.
Così cominciò una nuova era per la Versilia; ed i
marmi resero ovunque famoso il nome di Seravezza

A
Seraveza è degna di nota la cattedrale dei S.S Lorenzo
e Barbara, cominciata a costruire nel 1422.
Verso
la via di m. Altissimo si conserva un bassorilievo in
marmo rappresentante una cervia, qui trasferito dalla
distrutta chiesetta di S.Maria di Porta, e una lapide
ricorda che in quei pressi sorgeva la casa in cui abitò
Michelangelo nel 1518.
Fa
parte del comune di Seravezza anche il paesino di Azzano,
sviluppatosi dopo l'apertura delle cave dell'Altissimo,
nelle vicinanze del quale, su di un bel vedere che fa
capo alle famose cave di breccia, si trova la chiesa
romanica della Cappella, ricostruita nella prima metà
del sec.XVI.

Sagre
paesane e manifestazioni folkloristiche (es. Palio dei
Micci a Quercieta in primavera, con il concorso delle
contrade in costume medievale.)
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