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STRISCIA LA NOTIZIA :
" per partecipare allo
Zecchino d'oro devi comprare un'enciclopedia "
Anche in Versilia un caso
del genere
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Dopo la
trasmissione di ieri sera, martedi 29 marzo, di Striscia la Notizia
una nostra collaboratrice ci comunica che anche lei è stata
"truffata" da quelli dello Zecchino d'oro ben 11 anni fa.
Elisa -1 ragazza di
Viareggino.it con un'ottima voce -
ci scrive :
"Circa 11 anni
fa ho ricevuto tramite posta una lettera di convocazione allo
Zecchino d'Oro e a seguito una telefonata da parte
dell'organizzazione.
Sono venuti due
signori a trovarmi a casa e mi hanno
proposto di
partecipare alla trasmissione.
Mia madre era
molto contenta perchè riteneva che avessi
una bella voce e
anch'io lo ero.
A fine
discussione quando ero tutta contenta
perchè
amavo cantare ,
i due signori ci
hanno detto che per partecipare
dovevamo
comprare un'enciclopedia.
Non ricordo
quanti soldi ci chiedevano ma era una bella
cifra e mia
madre non ha accettato.
Un Saluto a
tutti e non cascate in questa storia !! "
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il Servizio di
Striscia la Notizia
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Per poter partecipare allo
Zecchino d'Oro ci hanno proposto l'acquisto di
un'enciclopedia. Ci sono due tipi di selezione, una in
piazza o negli oratori, gratuita che prometteva l'1% di
possibilità e l'altra alla partecipazione in sede alla
rete televisiva privata che prometteva |
un 80% di possibilità di andare
a Bologna.
La stessa cosa è successa a
me 35 anni fa", commenta una signora. "Sono venuti a casa per
vendermi un'enciclopedia". Sono un gruppo di mamme che si sono
rivolte a 'Striscia la notizia' per denunciare quanto è
accaduto nel corso della selezione per la 48esima edizione del
famoso concorso canoro per bambini e che Max Laudadio ha
raccontato nel servizio andato in onda ieri, 29 marzo 2005. Un
servizio che ha destato grande clamore nell'opinione pubblica.
Soprattutto nel convento dei frati bolognesi. "Siamo
esterrefatti ed amareggiati per l'accostamento della nostra
manifestazione", commmenta fra Alessandro Caspoli, direttore
dell'Antoniano. "a presunte pressioni esercitate sui genitori
dei bambini per indurli a pagare somme non dovute. Abbiamo
dato mandato all'avv.Assumma di attuare tutte le piu'
opportune iniziative legali per accertare la verita' dei fatti
denunciati da 'Striscia la notizia', per perseguire quanti si
siano resi responsabili di eventuali irregolarita' e per
tutelare la nostra onorabilita', anche in sede penale, di
fronte ad ingiusti apprezzamenti diffamatori a nostro danno.
L'Antoniano", prosegue fra Caspoli, " da oltre sei anni affida
la selezione dei bambini alla Saie-San Paolo, una societa' che
fa capo all'Ordine dei Paolini. L'Antoniano e' quindi del
tutto all'oscuro dei metodi che gli incaricati di tale
societa' adottano quando ricevono le domande di
partecipazione". Poi aggiunge: "Ho parlato questa mattina con
i responsabili della Saie-San Paolo e mi hanno assicurato che
chi ha fatto questo tipo di proposta e' gia' stato allontanato
dalla rete commerciale. La collaborazione con i Paolini e'
chiara: loro si occupano delle selezioni, promuovono
ovviamente in questo contesto anche una selezione delle loro
opere (molte delle quali hanno carattere religioso), ma non
c'e' ne' e' mai esistito alcun obbligo d'acquisto, e men che
meno una possibile 'corsia preferenziale' per lo Zecchino. Non
lo potremmo mai permettere. E' evidente che se qualche agente,
mosso da spirito commerciale, si e' spinto oltre, la
responsabilita' e' solo sua". Una vicenda analoga è stata
raccontata sempre da 'Striscia la notizia' nel novembre '97:
all'epoca la casa editrice era un'altra, ma anche allora si
parlo' di enciclopedie che sarebbero state vendute a genitori
per permettere ai figli di partecipare alle selezioni. E anche
in quel caso il direttore dell'Antoniano dell'epoca, padre
Berardo Rossi, dispose accertamenti. In questa occasione prese
le distanze anche Cino Tortorella, alias Mago Zurlì, che
attraverso una lettere spedita a un quotidiano diede ragione a
Striscia.
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