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Comunicato stampa Sindacato
Italiano Balnerari
CANONI
DEMANIALI: BALNEARI,
UNA BEFFA DA
PARTE DEL GOVERNO
Quest’anno
sarà paralisi per il turismo balneare.
E’
grande la delusione degli imprenditori balneari che, dopo la
quarta proroga scaduta il 15 dicembre 2005, registrano ancora
il disinteresse del Governo in merito alla rideterminazione
dei canoni demaniali marittimi, un problema serio che rischia
di mettere in pericolo la sopravvivenza di un settore che pure
gioca un ruolo primario nell’ambito del turismo nazionale.
Dopo aver constatato che nel maxi emendamento che ha
accompagnato in Senato la conversione in legge del decreto ‘Milleproroghe’,
(dove avevamo avuto ampie rassicurazioni che ci sarebbero
state indicazioni tali per arrivare ad una soluzione
definitiva), dobbiamo, purtroppo, registrare il disinteresse
totale al problema.
Il Comitato Nazionale della
categoria formato da S.I.B. Sindacato Italiano Balneari Fipe
Confcommercio, F.I.B.A. Confesercenti ed OASI Confartigianato
esprime la propria amarezza nei confronti di un Governo che
sfila da un maxi emendamento specifico sulle proroghe un
proprio emendamento confermando per l’ennesima volta che le
promesse non vengono mantenute, nè i tavoli di concertazione
non sono mai convocati. Siamo seriamente preoccupati per il
futuro delle imprese balneari ma anche per l’intero comparto
turistico nazionale, sarà sempre più difficile, infatti,
contrastare la concorrenza degli altri Paesi del Mediterraneo
dove non esiste l’imposta dei canoni demaniali marittimi. Dal
2006 il comparto balneare sarà alla paralisi in quanto
mancherà la possibilità di programmare investimenti
finalizzati alla gestione della stagione estiva, con gravi
conseguenze sull’offerta dei servizi di spiaggia e una
sensibile diminuzione dei livelli occupazionali del settore.
Il Comitato Nazionale congiunto
della categoria fa presente, poi, che oggi si applica l’art.
15-quinquies della legge 168/2005, pertanto fino a quando non
sarà promulgato il provvedimento di rideterminazione dei
canoni, le Autorità concedenti potranno adeguare i canoni 2006
applicando agli importi versati nell’anno precedente il tasso
inflativo del 2,85% così come suggerito dal Ministero delle
Infrastrutture e Trasporti. Siamo pronti ad avviare un
contenzioso forte e compatto su tutto il territorio per
contestare attraverso vie giudiziali ogni e qualsiasi
iniziativa diversa o correlata ad un aumento dei canoni
superiore a questa percentuale. L’intero turismo italiano, già
in grave difficoltà, subirà un vero e proprio tracollo: questo
il regalo da parte del Governo Berlusconi agli oltre 17
milioni di vacanzieri che ogni anno scelgono il mare per
trascorrere le proprie vacanze ed alle oltre ventimila imprese
che da troppo tempo sono state lasciate sole a tentare il
possibile e l’impossibile per mantenere il turismo italiano
concorrenziale rispetto ai Paesi che si affacciano sul
Mediterraneo.
Una categoria che resta
fortemente delusa dal comportamento del Governo e che appare
decisa a promuovere e programmare manifestazioni di protesta
contro l’esecutivo sia a livello centrale che periferico.
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