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Jesus Christ Superstar

sabato 21 - domenica 22 agosto

  

Di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber. 

Regia Massimo Romeo Piparo.
Produzione ufficiale italiana per il decennale. 

Il musical più famoso del mondo festeggia i 10 anni di rappresentazione. 

Con Egidio La Gioia (Giuda), Paride Acacia (Gesù), Olivia Cinquemani (Maddalena).
Versione originale in inglese

Jesus Christ Superstar, venne alla luce nel 1970, frutto della genialità di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice che mischiarono vecchie idee e brevi componimenti a nuove geniali trovate musicali. Secondo la visione di Webber, la trama è la “spina dorsale” del musical; i due autori vollero, infatti, cimentarsi nella più avvincente e conosciuta storia della vita di un uomo, quella di Gesù narrata nel Nuovo Testamento, una storia vecchia di duemila anni ma ancora così attuale.
    

 L’ultima settimana di vita di Gesù (quella presa in considerazione dal musical) sintetizza una vicenda che tocca tutti i grandi temi dell’uomo: la guerra, l’oppressione, il potere, l’amore, la morte, l’amicizia, la fede, il tradimento. Quella narrata da Webber e Rice è la storia di un uomo, Gesù, chiamato “figlio di Dio”, vista attraverso gli occhi di un altro uomo, Giuda, uno degli amici più cari e fidati di Gesù, un amico che lo ha tradito ma che al tempo stesso si è sentito tradito.

    
    
Il musical uscì dapprima con un singolo di Giuda e, successivamente, come LP con la voce del grande Ian Gillan dei Deep Purple nel ruolo di Gesù. Nelle prime 20 settimane il disco demolì tutti i record delle hit parade americane: più di 2.000.000 di copie vendute, la Jesusmania aveva preso il via.
Una versione per il palcoscenico era ormai indispensabile per soddisfare la grande richiesta del pubblico. Il tour partì nel luglio del ’71 con l’apparizione di una grande voce nera nel ruolo di Giuda, Carl Anderson. Il pubblico andò in delirio: la sera del debutto c’erano 13.000 persone. Mentre il musical attraversava l’America mietendo un mix spettacolare di enormi successi e pesantissime critiche (dagli ambienti più conservatori fu addirittura bollato come blasfemo), la meta di Broadway si faceva sempre più vicina. 
     
   

 

 
   
Sotto la guida dell’impresario Robert Stigwood e con i due onnipresenti Webber e Rice, la Rock Opera JCS sbarcò a Broadway riscuotendo un incredibile successo con un allestimento scenografico spettacolare e pomposo. All’enorme successo di botteghino fece eco un uguale successo nei negozi di dischi. Nel ’73 arrivò anche il film, girato in Terra Santa: di nuovo venne chiamato Carl Anderson ad impersonare l’Iscariota, ed un giovane di 21 anni per il ruolo di Gesù, Ted Neeley. La produzione e l’allestimento erano ancora più provocatori della versione teatrale, con la presenza di carri armati, fucili mitragliatori e jet da guerra. Tutto il mondo fu scosso allora dal fenomeno di Jesus Christ Superstar ed il coro di polemiche e consensi aumentarono ed amplificarono la già enorme popolarità. Quando approdò nel vecchio continente, a Londra, il tour cambiò bruscamente chiave di lettura rispetto all’allestimento di Broadway: vennero omessi gli eccessi volgari e l’ostentata voglia di stupire, largamente usata per il pubblico USA. Superstar rimase in cartellone fino al 1980, totalizzando più di 3.000 repliche e incassando più di 7.000.000 di sterline. Tradotto in 22 paesi e raggiunti i 100.000.000 di sterline in tutto il mondo, Jesus Christ Superstar cambiò letteralmente la storia del musical e del rock: nulla poteva più essere uguale dopo JCS.
   

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