CARNEVALE DI VIAREGGIO 2008

 

BOZZETTI Mascherate di gruppo
 

  
I tarocchi del mago Afono
di Giorgio Bomberini. Bozzetto di Federico Sardelli.
 
I tarocchi del mago Afono e inoltre: lettura della mano, interiora di micino, consigli magici, futuro, pignoramenti e grane, a cura del più grande mago dell'universo (forse).
La mascherata è un omaggio al fumettista di spicco del Vernacoliere, il Maestro Federico Sardelli, che sarei lieto di poter coinvolgere nell'avventura carnevalesca con il suo personaggio, appunto il mago Afono e i suoi tarocchi. La mascherata rappresenta il grande Mago in compagnia di sette mazzette di tarocchi, ognuno dei quali sul fronte vede riportato un tarocco a rilievo.
Il significato di ognuno di questi tarocchi è evidenziato dai sottotitoli, ad esempio: Il turno di notte: vittoria squadra del cuore; il topo gonfio: vigore fisico; il cane nella minestra: armonia in famiglia.
 


Il Vecchietto dove lo metto
di Michele Canova
 
La mascherata in gruppo "il vecchietto dove lo metto" è basata sulla satira politica delle pensioni, grosso problema che purtroppo non si riesce e non si riuscirà mai a risolvere. (Oppure non si vuole!?)
Questi poveri vecchietti non riescono più ad arrivare alla fine del mese perché le pensioni sono sempre più basse e il costo della vita sale sempre di più. E cosa succede allora?
Non ha nessuna importanza se la politica sia di destra o di sinistra, in questo caso i nostri politici sono tutti uniti e compatti e... armati di "ramazza".
La domanda sorge spontanea: "Ma questi benedetti vecchietti dove li vogliamo mettere???" e per risposta ci sembra di capire che l'unico posto disponibile siano...I CASSONETTI!!!
 

 

A passo di coriandolo
di Edoardo Ceragioli
 
Chi non ha mai sorriso di fronte ad un volo di coriandoli? Chi non è mai stato rallegrato da questi piccoli ritagli di carta colorata? E chi non si è mai soffermato ad osservare la loro effimera danza?
Fin da piccoli, anzi piccolissimi, siamo affascinati da questi coloratissimi pezzetti di carta, che con la loro disarmante semplicità ci accompagnano in tutte le nostre manifestazioni di allegria...
Ed è proprio per celebrare la loro "Magia" che nascono questi otto ballerini che interpretano, con colorati costumi e passi di danza, la leggerezza e l'impalpabilità di un volo di coriandoli rapiti dal vento.
 


Il Gran teatro dei Burattini
di Alessandro Servetto e Paolo Lazzari
 
La mascherata è una parodia dei personaggi potenti del mondo di oggi, che in chiave satirica sono paragonati ai famosi burattinai che comandano le loro marionette.
A raffigurare il significato della parodia abbiamo un Mangiafuoco burattinaio come nella fiaba di Pinocchio che gioca con le marionette che raffigurano i burattini italiani più noti, Totò come nel famoso film, e Pinocchio ovviamente nell'interpretazione di Benigni...abbiamo anche un piccolo teatro con i burattinai della politica rappresentati dal presidente del consiglio Prodi con le sue marionette Mussi e Padoa Schioppa, e l'ex Presidente del consiglio Berlusconi che "manovra" Fini e Monsignor Ruini. A seguire questa parata di burattinai vediamo passare anche Casini che gioca con Prodi e Berlusconi, D'Alema che si diverte con i presidenti della Repubblica e del Senato, Maurizio Costanzo che manovra la televisione italiana, il Papa che scherza con l'angelo ed il diavolo, e ovviamente non poteva mancare il nostro Sindaco Marco Marcucci che seduto su una bitta giocherella con il nostro Carnevale, rappresentato da Burlamacco e dal Presidente Elio Tofanelli con il suo noto e magnifico fioccone.
 


Spettri pirati all'arrembaggio del tesoro di Viareggio
di Roberto De Leo
 
Forse sarà una storia vera, forse solo una leggenda, ma si racconta che ai tempi della filibusta, nei mari delle Antille, non c'era vascello pirata che non conoscesse l'esistenza di un paese lontano nel Mediterraneo, abitato da un popolo di corsari buoni che solcavano i mari su maestosi velieri che battevano una bandiera bianca, rossa e nera che riproduceva l'effige del loro dio sovrano Burlamacco, al quale dedicavano ogni anno un mese di feste durante le quali grandi "macchine" di cartapesta sfilavano attraverso un mare di folla e d'allegria e si aprivano grandi forzieri ai quali tutti potevano attingere a piene mani ad un prezioso e inesauribile tesoro.
Tutti i vascelli corsari sognavano di approdare a quel lontano porto di Viareggio e di impossessarsi di quelle immense ricchezze.
Un giorno capitan Jack Sparrow con la sua ciurma di temibili tagliagole decise di sfidare la sorte e si avventurò temerario in un mare ignoto e tempestoso alla volta di Viareggio. Una burrasca senza precedenti inghiottì il veliero e si racconta che il Destino per il loro ardire condannò quei pirati a vagare come spettri dannati nel buio e nel tempo finché il caso non li avesse diretti verso Viareggio.
Alla fine, per una improvvisa ed irreprensibile congiunzione spazio-temporale il vascello di Jack Sparrow è approdato davanti alla spiaggia di Viareggio proprio mentre è in corso la festa di Burlamacco che ha raccolto sui viali a mare una moltitudine di gente variopinta ed assortita.
Gli spettri pirati sono andati all'arrembaggio di Viareggio sorpresi di essere accolti non a colpi di cannone, ma da un festoso lancio di coriandoli e stelle filanti. Il loro aspetto truce e macabro non ha destato paura e disgusto, ma è stato festeggiato come un travestimento apprezzato in quanto grottesco ed originale. Anche la ricerca del prezioso tesoro è risultata una vera e propria sorpresa. Il tanto sognato forziere di Burlamacco non contiene una montagna di lucenti dobloni d'oro, ma in un mare di coriandoli multicolori aleggia l'Essenza della felicità, la Magia del Carnevale che ha annullato la maledizione alla quale erano stati condannati in eterno, trasformando quegli spettri pirati in festosi e devoti sudditi di Re Carnevale.
 


La Libecciata siamo noi
di Marzia Etna
 
"La nostra Libecciata non è solo un vento ma è una banda che ti stracca a tradimento."
Da questa frase e anche dalla definizione del vocabolario della lingua italiana, Devoto Oli (Libecciata = fanfara che apre la sfilata dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio), ma soprattutto dalla polemica tutta viareggina, "la Libecciata è mia, la libecciata è tua", ho ideato questa mascherata per sdrammatizzare le varie liti per aggiudicarsi la paternità della Libecciata.
La Libecciata è unica e appartiene ai viareggini e a tutta la città.
Sappiamo però che la Libecciata non è solo la banda viareggina, ma anche il vento che soffia con forti raffiche sulla meravigliosa spiaggia di Viareggio e ogni volta "stracca" qualcosa.
Quest'anno ha straccato la vera Libecciata di tutti i viareggini, una banda di musicisti particolari che dal fondo del mare vengono ad omaggiare il nostro Carnevale.
Tra i vari tritoni-musicisti e sirene-majorette troveremo strumenti del tutto particolari: dal tamburo-medusa ai piatti-tartaruga al cembalo-conchiglia, dalla chitarra-cavalluccio al classico triccheballacche, ecc...
 


Donne di colore
di Eleonora Francioni
 
E' proprio vero, al Carnevale di Viareggio se ne vedono di tutti i colori, questa volta tocca ad una esposizione d'arte tutta al femminile.
La location: gli storici Viali a Mare.
In bella mostra, come opere d'arte, dieci donne esibiscono in chiave ironica le loro personalità. Gli "artisti" in questo caso sono tutti uomini, i più bravi a dipingere le donne... o meglio, l'universo femminile stereotipato, fatto di etichette, quasi suddiviso in caste.
Dieci pittori con sulle spalle altrettanti cavalletti.
Una Donna, un Colore!
Ce n'é per tutti i gusti:
la candida e angelica Ingenua nello spirito,
la rossa focosa e provocante Passionale,
la sfrontata carrierista Ambiziosa color grigio metallizzato,
la solare e pacioccona mamma Casalinga,
la velina rosa shockin Frivola,
la verde zitellona Acida,
l'azzurra new age Salutista,
la Snob con la puzza sotto il naso color oro,
la nera Depressa angosciata dalla vita,
last but not least la multicolor Carnevalara Ondina.
Quello che gli uomini pittori non hanno capito è che per descrivere tutti gli aspetti del gentil sesso non basta un semplice stereotipo!
 


Matrimonio all'italiana
di Giampiero Ghiselli. Bozzetto di M.Chiara Franceschini
 
Dopo un anno pieno di conflitti e problemi, nella grande famiglia del centrosinistra c'è finalmente un momento di gioia: si celebra un matrimonio, quello tra la Margherita e i DS, che porterà alla nascita del Partito Democratico.
Ecco così Fassino e Rutelli "sposi".
E come si conviene in tutti i bei matrimoni, Don Prodi li benedice, mentre il ghota del nuovo partito (D'Alema, Veltroni, Bindi e Amato) li festeggia contento.
Tutti felici tranne Mussi...lui piange e non certo per la commozione.
 


Prendiamoci in giro
di Adolfo Milazzo
 
Ogni anno, per fortuna, sui nostri viali a mare torna frizzante a scorrazzare il nostro unico Carnevale.
L'irriverenza, la battuta, lo scherzo, il prendere in giro, anzi, il prendersi in giro, producono sempre un effetto benefico, un effetto quasi risanante.
C'é bisogno infatti, ogni tanto, di non prendersi troppo sul serio; il Carnevale è soprattutto questo.
Prendiamoci in giro, torniamo a scherzare benevolmente e la vita ci apparirà, forse, più leggera. Ecco il messaggio che portano al Carnevale di Viareggio 2008 otto pagliacci con il loro gioco di parole, la loro metafora.
Prendiamoci in giro con un giro di vite, con un girasole, con un giro di chiave, con un giro ciclistico, con un giramondo, con un girello, con una girandola e con un girarrosto; gira e rigira questi personaggi vogliono semplicemente farci sorridere un po'. La vita è un dono grande, ma ognuno sa quanta fatica, alle volte, occorre per andare avanti: quando le cose non girano...!
Scherzare e prendersi in giro rivitalizza e rigenera anche ciò che di umano è più profondo... il Carnevale di Viareggio può aiutare, attraverso un sorriso, a farci gustare un po' di più la vita.
 


Quando i carri erano di cartapesta
di Mario Neri
 
La costruzione che presento per l'anno 2008 vuole rappresentare un periodo della storia del Carnevale di Viareggio che a mio modesto parere è andato scomparendo. Con l'avvento di nuovi materiali plastico-sintetici come la vetroresina e il polistirolo su strutture di ferro e movimenti elettronici, le costruzioni di carta e legno degli anni in cui cominciai a muovermi nell'ambiente carnevalesco, sono andate piano piano scomparendo.
Il ferro ha preso il posto del legno e le resine hanno di volta in volta riempito i vecchi stampi di gesso.
Sono cambiate anche le squadre di lavoro, non si vedono più bambini a impastare o passare la carta al costruttore. Non si vedono più quei rocamboleschi giochi di equilibrio sui ponteggi di legno attorno al carro, o pericolose arrampicate su scale di legno legate una all'altra.
Personaggi stralunati, mangiati dal freddo intenso delle invernate passate all'interno dei vecchi baracconi di via Marco Polo. I bidoni pieni di brace, per scaldare le mani ghiacciate dalla colla o dall'acqua per il gesso.
Fogli di giornali riciclati che volavano per tutto il baraccone e che rivestivano strutture di legno e giunchi, fino ad ottenere la figura ultimata.
Lo so che erano tempi diversi, come diversi i materiali. La sicurezza di un operaio vale più di tutto.
Però mi spiace dirlo, ma si è persa quella poesia che ha fatto dei carri di Viareggio i più famosi carri del mondo.
Addio vecchio Carnevale... 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

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