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BOZZETTI
Mascherate di
gruppo
I tarocchi
del mago Afono
di Giorgio Bomberini. Bozzetto di Federico
Sardelli.

I tarocchi del mago Afono e inoltre: lettura della mano,
interiora di micino, consigli magici, futuro, pignoramenti e
grane, a cura del più grande mago dell'universo (forse).
La mascherata è un omaggio al fumettista di spicco del
Vernacoliere, il Maestro Federico Sardelli, che sarei lieto di
poter coinvolgere nell'avventura carnevalesca con il suo
personaggio, appunto il mago Afono e i suoi tarocchi. La
mascherata rappresenta il grande Mago in compagnia di sette
mazzette di tarocchi, ognuno dei quali sul fronte vede riportato
un tarocco a rilievo.
Il significato di ognuno di questi tarocchi è evidenziato dai
sottotitoli, ad esempio: Il turno di notte: vittoria squadra del
cuore; il topo gonfio: vigore fisico; il cane nella minestra:
armonia in famiglia.
Il
Vecchietto dove lo metto
di Michele Canova

La mascherata in gruppo "il vecchietto dove lo metto" è basata
sulla satira politica delle pensioni, grosso problema che
purtroppo non si riesce e non si riuscirà mai a risolvere.
(Oppure non si vuole!?)
Questi poveri vecchietti non riescono più ad arrivare alla fine
del mese perché le pensioni sono sempre più basse e il costo
della vita sale sempre di più. E cosa succede allora?
Non ha nessuna importanza se la politica sia di destra o di
sinistra, in questo caso i nostri politici sono tutti uniti e
compatti e... armati di "ramazza".
La domanda sorge spontanea: "Ma questi benedetti vecchietti dove
li vogliamo mettere???" e per risposta ci sembra di capire che
l'unico posto disponibile siano...I CASSONETTI!!!
A passo di coriandolo
di Edoardo Ceragioli

Chi non ha mai sorriso di fronte ad un volo di coriandoli? Chi
non è mai stato rallegrato da questi piccoli ritagli di carta
colorata? E chi non si è mai soffermato ad osservare la loro
effimera danza?
Fin da piccoli, anzi piccolissimi, siamo affascinati da questi
coloratissimi pezzetti di carta, che con la loro disarmante
semplicità ci accompagnano in tutte le nostre manifestazioni di
allegria...
Ed è proprio per celebrare la loro "Magia" che nascono questi
otto ballerini che interpretano, con colorati costumi e passi di
danza, la leggerezza e l'impalpabilità di un volo di coriandoli
rapiti dal vento.
Il Gran teatro
dei Burattini
di Alessandro Servetto e Paolo Lazzari

La mascherata è una parodia dei personaggi potenti del mondo di
oggi, che in chiave satirica sono paragonati ai famosi
burattinai che comandano le loro marionette.
A raffigurare il significato della parodia abbiamo un
Mangiafuoco burattinaio come nella fiaba di Pinocchio che gioca
con le marionette che raffigurano i burattini italiani più noti,
Totò come nel famoso film, e Pinocchio ovviamente
nell'interpretazione di Benigni...abbiamo anche un piccolo
teatro con i burattinai della politica rappresentati dal
presidente del consiglio Prodi con le sue marionette Mussi e
Padoa Schioppa, e l'ex Presidente del consiglio Berlusconi che
"manovra" Fini e Monsignor Ruini. A seguire questa parata di
burattinai vediamo passare anche Casini che gioca con Prodi e
Berlusconi, D'Alema che si diverte con i presidenti della
Repubblica e del Senato, Maurizio Costanzo che manovra la
televisione italiana, il Papa che scherza con l'angelo ed il
diavolo, e ovviamente non poteva mancare il nostro Sindaco Marco
Marcucci che seduto su una bitta giocherella con il nostro
Carnevale, rappresentato da Burlamacco e dal Presidente Elio
Tofanelli con il suo noto e magnifico fioccone.
Spettri pirati
all'arrembaggio del tesoro di Viareggio
di Roberto De Leo
Forse sarà una storia vera, forse solo una leggenda, ma si
racconta che ai tempi della filibusta, nei mari delle Antille,
non c'era vascello pirata che non conoscesse l'esistenza di un
paese lontano nel Mediterraneo, abitato da un popolo di corsari
buoni che solcavano i mari su maestosi velieri che battevano una
bandiera bianca, rossa e nera che riproduceva l'effige del loro
dio sovrano Burlamacco, al quale dedicavano ogni anno un mese di
feste durante le quali grandi "macchine" di cartapesta sfilavano
attraverso un mare di folla e d'allegria e si aprivano grandi
forzieri ai quali tutti potevano attingere a piene mani ad un
prezioso e inesauribile tesoro.
Tutti i vascelli corsari sognavano di approdare a quel lontano
porto di Viareggio e di impossessarsi di quelle immense
ricchezze.
Un giorno capitan Jack Sparrow con la sua ciurma di temibili
tagliagole decise di sfidare la sorte e si avventurò temerario
in un mare ignoto e tempestoso alla volta di Viareggio. Una
burrasca senza precedenti inghiottì il veliero e si racconta che
il Destino per il loro ardire condannò quei pirati a vagare come
spettri dannati nel buio e nel tempo finché il caso non li
avesse diretti verso Viareggio.
Alla fine, per una improvvisa ed irreprensibile congiunzione
spazio-temporale il vascello di Jack Sparrow è approdato davanti
alla spiaggia di Viareggio proprio mentre è in corso la festa di
Burlamacco che ha raccolto sui viali a mare una moltitudine di
gente variopinta ed assortita.
Gli spettri pirati sono andati all'arrembaggio di Viareggio
sorpresi di essere accolti non a colpi di cannone, ma da un
festoso lancio di coriandoli e stelle filanti. Il loro aspetto
truce e macabro non ha destato paura e disgusto, ma è stato
festeggiato come un travestimento apprezzato in quanto grottesco
ed originale. Anche la ricerca del prezioso tesoro è risultata
una vera e propria sorpresa. Il tanto sognato forziere di
Burlamacco non contiene una montagna di lucenti dobloni d'oro,
ma in un mare di coriandoli multicolori aleggia l'Essenza della
felicità, la Magia del Carnevale che ha annullato la maledizione
alla quale erano stati condannati in eterno, trasformando quegli
spettri pirati in festosi e devoti sudditi di Re Carnevale.
La Libecciata
siamo noi
di Marzia Etna

"La nostra Libecciata non è solo un vento ma è una banda che ti
stracca a tradimento."
Da questa frase e anche dalla definizione del vocabolario della
lingua italiana, Devoto Oli (Libecciata = fanfara che apre la
sfilata dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio), ma
soprattutto dalla polemica tutta viareggina, "la Libecciata è
mia, la libecciata è tua", ho ideato questa mascherata per
sdrammatizzare le varie liti per aggiudicarsi la paternità della
Libecciata.
La Libecciata è unica e appartiene ai viareggini e a tutta la
città.
Sappiamo però che la Libecciata non è solo la banda viareggina,
ma anche il vento che soffia con forti raffiche sulla
meravigliosa spiaggia di Viareggio e ogni volta "stracca"
qualcosa.
Quest'anno ha straccato la vera Libecciata di tutti i viareggini,
una banda di musicisti particolari che dal fondo del mare
vengono ad omaggiare il nostro Carnevale.
Tra i vari tritoni-musicisti e sirene-majorette troveremo
strumenti del tutto particolari: dal tamburo-medusa ai
piatti-tartaruga al cembalo-conchiglia, dalla
chitarra-cavalluccio al classico triccheballacche, ecc...
Donne di colore
di Eleonora Francioni

E' proprio vero, al Carnevale di Viareggio se ne vedono di tutti
i colori, questa volta tocca ad una esposizione d'arte tutta al
femminile.
La location: gli storici Viali a Mare.
In bella mostra, come opere d'arte, dieci donne esibiscono in
chiave ironica le loro personalità. Gli "artisti" in questo caso
sono tutti uomini, i più bravi a dipingere le donne... o meglio,
l'universo femminile stereotipato, fatto di etichette, quasi
suddiviso in caste.
Dieci pittori con sulle spalle altrettanti cavalletti.
Una Donna, un Colore!
Ce n'é per tutti i gusti:
la candida e angelica Ingenua nello spirito,
la rossa focosa e provocante Passionale,
la sfrontata carrierista Ambiziosa color grigio metallizzato,
la solare e pacioccona mamma Casalinga,
la velina rosa shockin Frivola,
la verde zitellona Acida,
l'azzurra new age Salutista,
la Snob con la puzza sotto il naso color oro,
la nera Depressa angosciata dalla vita,
last but not least la multicolor Carnevalara Ondina.
Quello che gli uomini pittori non hanno capito è che per
descrivere tutti gli aspetti del gentil sesso non basta un
semplice stereotipo!
Matrimonio
all'italiana
di Giampiero Ghiselli. Bozzetto di M.Chiara Franceschini

Dopo un anno pieno di conflitti e problemi, nella grande
famiglia del centrosinistra c'è finalmente un momento di gioia:
si celebra un matrimonio, quello tra la Margherita e i DS, che
porterà alla nascita del Partito Democratico.
Ecco così Fassino e Rutelli "sposi".
E come si conviene in tutti i bei matrimoni, Don Prodi li
benedice, mentre il ghota del nuovo partito (D'Alema, Veltroni,
Bindi e Amato) li festeggia contento.
Tutti felici tranne Mussi...lui piange e non certo per la
commozione.
Prendiamoci in
giro
di Adolfo Milazzo

Ogni anno, per fortuna, sui nostri viali a mare torna frizzante
a scorrazzare il nostro unico Carnevale.
L'irriverenza, la battuta, lo scherzo, il prendere in giro,
anzi, il prendersi in giro, producono sempre un effetto
benefico, un effetto quasi risanante.
C'é bisogno infatti, ogni tanto, di non prendersi troppo sul
serio; il Carnevale è soprattutto questo.
Prendiamoci in giro, torniamo a scherzare benevolmente e la vita
ci apparirà, forse, più leggera. Ecco il messaggio che portano
al Carnevale di Viareggio 2008 otto pagliacci con il loro gioco
di parole, la loro metafora.
Prendiamoci in giro con un giro di vite, con un girasole, con un
giro di chiave, con un giro ciclistico, con un giramondo, con un
girello, con una girandola e con un girarrosto; gira e rigira
questi personaggi vogliono semplicemente farci sorridere un po'.
La vita è un dono grande, ma ognuno sa quanta fatica, alle
volte, occorre per andare avanti: quando le cose non girano...!
Scherzare e prendersi in giro rivitalizza e rigenera anche ciò
che di umano è più profondo... il Carnevale di Viareggio può
aiutare, attraverso un sorriso, a farci gustare un po' di più la
vita.
Quando i carri
erano di cartapesta
di Mario Neri

La costruzione che presento per l'anno 2008 vuole rappresentare
un periodo della storia del Carnevale di Viareggio che a mio
modesto parere è andato scomparendo. Con l'avvento di nuovi
materiali plastico-sintetici come la vetroresina e il
polistirolo su strutture di ferro e movimenti elettronici, le
costruzioni di carta e legno degli anni in cui cominciai a
muovermi nell'ambiente carnevalesco, sono andate piano piano
scomparendo.
Il ferro ha preso il posto del legno e le resine hanno di volta
in volta riempito i vecchi stampi di gesso.
Sono cambiate anche le squadre di lavoro, non si vedono più
bambini a impastare o passare la carta al costruttore. Non si
vedono più quei rocamboleschi giochi di equilibrio sui ponteggi
di legno attorno al carro, o pericolose arrampicate su scale di
legno legate una all'altra.
Personaggi stralunati, mangiati dal freddo intenso delle
invernate passate all'interno dei vecchi baracconi di via Marco
Polo. I bidoni pieni di brace, per scaldare le mani ghiacciate
dalla colla o dall'acqua per il gesso.
Fogli di giornali riciclati che volavano per tutto il baraccone
e che rivestivano strutture di legno e giunchi, fino ad ottenere
la figura ultimata.
Lo so che erano tempi diversi, come diversi i materiali. La
sicurezza di un operaio vale più di tutto.
Però mi spiace dirlo, ma si è persa quella poesia che ha fatto
dei carri di Viareggio i più famosi carri del mondo.
Addio vecchio Carnevale...
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