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Autore:
Arnaldo Galli e La Compagnia del Carnevale.
Titolo: Dalle stelle alle stalle ovvero dalle stalle alle stelle
Una leggenda racconta di un sovrano che, volendo conoscere la reale opinione del suo popolo, chiese al suo consigliere com’essere sicuro che questi non mentissero, così il consigliere disse al sovrano: “Offri un cavallo a colui che dirà la verità affinché possa fuggire lontano”.
Da secoli i potenti amano il carnevale e i suoi giullari solo quando questi li adulano o ironizzano sull’aria fritta, tanto è vero che ancora oggigiorno vengono a ridere delle loro caricature. Ma se il giullare, ridendo e scherzando, si attarda sugli aspetti più truci del potere, allora, davvero, sarà meglio che abbia un cavallo per fuggire?!
Chiaramente questo non accade più ai giorni nostri dove la “pluralità dell’informazione” e la “libertà di stampa” sono così ben garantiti!!! Basta pensare che anche davanti alla RAI c’è un cavallo (accasciato) e a Mediaset un Cavaliere.
Da alcuni anni giullari e menestrelli si sono fatti sempre più rari.
Dove stanno Beppe Grillo, Benigni, Dario Fo, Franca Rame, i fratelli Guzzanti, Funari, Santoro, Biagi, Gianni Minà, Luttazzi, Blob, Paolo Rossi, ed altri innumerevoli? Lo vedremo sul carro, avvolti nel limbo stellato dell’etere, la lista si fa lunga, la satira più ruffiana, si ride male e si digerisce peggio.
Il cavallo, animale che affianca l’uomo da millenni, è per noi simbolo di libertà, emozioni e armonia, l’opposto ad ogni forma di censura e di violenza.
La gente dei cavalli non ha colore né confini, è il cavallo che ha unito i popoli rendendo possibile il più grande dei viaggi intorno e dentro all’uomo.
La Compagnia del Carnevale vuole regalare un cavallo a tutti quelli che vorranno fare i Giullari, ritornando ad esprimere senza timori una parola libera.
A caval donato non si guarda in bocca specie se sta ridendo.
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