|
|
|
CARNEVALE
DI VIAREGGIO |
|
|
|
"
QUARK al Carnevale " |
|
|
|
|

|
LA
FABBRICA DEL CARNEVALE
Tonnellate
di acciaio e gesso,4 mesi di lavoro, ogni particolare fatto a mano,
un
equipaggio, 200 comparse: così
nasce un carro per la sfilata di Viareggio

|
| |
|
Volete realizzare un
carro da far sfilare nel Carnevale di Viareggio? |
| Bene, allora
il primo passo da fare è presentare un bozzetto dell’opera,
accompagnato da una relazione sul tema del carro e da un progetto
tecnico alla Fondazione Carnevale. Se sarete scelti (ma non ci
contate troppo, i posti vengono quasi sempre assegnati ai maestri
“carristi” locali) riceverete 87.000 euro per realizzare un
carro di prima categoria o 42.000 per uno di |

|
|
|
seconda categoria e
potrete occupare una delle officine specializzate all’interno
della Città del Carnevale, dove dal 2001 i carri vengono
realizzati. Come spenderete i soldi assegnati, se vi basteranno o
meno, dipenderà solo da voi.
Innanzitutto
occorre avere un carrello in grado di reggere l’ingombro ed il
peso, decine di tonnellate, di tutte la sovrastruttura e delle
centinaia di persone che vi ballano sopra durante le sfilate. Solo
una ditta in Italia è in grado di produrne: si tratta della
torinese Cometto, che, non a caso, fornisce alla Nasa i
carrelli per lo spostamento a terra dello Shuttle. Su questo
carrello a 16 ruote bisognerà montare la struttura di ferro che
reggerà i palcoscenici per i figuranti e tutto l’impianto delle
figure, fisse e mobili. Si tratta di circa 2000 chili di acciaio,
da saldare e poi montare sul carrello seguendo un progetto
ingegneristico ben preciso. In questa fase il senso artistico e la
fantasia non servono. I tralicci di acciaio non dovranno solo
sorreggere le figure fisse, ma dovranno anche fare da supporto
alle parti mobili del carro, ruotando su cuscinetti e venendo
mossi da molle, pistoni pneumatici, tiranti e contrappesi.
|
| |
|
e
l'EQUIPAGGIO dove lo mettiamo ?? |
| La
figura in “carta a calco”, e non cartapesta, come molti
dicono, viene ricoperta di vernice bianca. Il suo interno è
invece rinforzato da una armatura di tondini di ferro, per
evitare che “collassi” a causa delle vibrazioni subite
durante la sfilata. L’armatura
serve anche ad agganciare la figura all’armatura interna
del carro. Prima di unire le due metà di una figura,
eventualmente al suo interno si inseriscono le luci ed i
meccanismi destinati a muoverla. |

|
|
Quando tutte le figure
sono montate sull’armatura metallica entrano in azione i
verniciatori, che ricoprono la carta, già tinta di bianco, dei
colori sgargianti tipici dei carri viareggini. Un grande carro di
prima categoria richiede circa 130 chili
di vernice bianca ed una trentina di chili di vernici di
vari colori. In questa fase il maestro dà la sua impronta finale
all’opera, è infatti dalla verniciatura che gli esperti di
carri allegorici viareggini riescono a distinguere facilmente
l’opera di un artista. I colori delle figure vengono infine
ricoperti con vernice trasparente impermeabile, che preserva le
figure in caso di pioggia
Dopo quattro mesi
di lavoro il carro è pronto per sfilare. Nelle passate edizioni i
carri più grandi arrivavano a 15 metri di lunghezza, per 10 di
larghezza e fino a 30 metri di altezza, con un peso anche di 40 tonnellate. I nuovi, più grandi,
laboratori della Città del Carnevale, consentiranno di superare
questi record e la grandezza dei carri sarà limitata solo dalle
dimensioni delle strade.
Ma
un carro di sole figure di carta in movimento, non sarebbe
completo
Ci vogliono anche i 200 figuranti in costume che ballano, al suono
delle musiche scelte dal maestro carrista. E sotto alla
“pelle” coloratissima c’è anche un “equipaggio”, come
viene chiamato in ricordo delle origini marinare del Carnevale, di
circa 20 persone che instancabilmente aziona le corde, le leve ed
i pistoni pneumatici che fanno muovere le figure. Di automazione i
maestri non vogliono neanche sentir parlare: nulla può muovere
con maggior naturalezza teste e braccia lunghe svariati metri, di
veri esseri umani che sudano manovrando corde e verricelli,
all’interno dei loro carri-velieri. |
| |
|
Dal
modello al Formato reale |
| Mentre
operai specializzati montano lo scheletro del carro, il maestro
carrista ed i suoi aiutanti pensano a come rivestire la struttura.
La prima fase consiste nel creare dei modellini in plastilina,
alti poche decine di centimetri, delle varie figure. I modellini
vengono poi fatti a fette ed ogni sezione serve come modello in
scala per la creazione di una sorta di statua a graticcio della
stessa grandezza della figura da montare sul carro (alcuni maestri
carristi fanno a meno del modellino in plastilina e passano subito
dal disegno al modello in giunco). |
 |
|
|
La
statua, realizzata con centinaia di metri di giunco flessibile
unito e rinforzato da fil di ferro, ha maglie di 10 centimetri o
meno di lato e viene ricoperta da uno strato di creta per uno
spessore di qualche centimetro. La creta consente all’artista di
modellare ogni dettaglio della figura. Per comodità, un modello
in creta su giunco può essere alto al massimo 2 o 3 metri. Figure
più grandi, quindi, vengono realizzate a pezzi. Anche i
particolari destinati a muoversi, come teste, braccia, occhi, vengono realizzati a parte. |
| |
|
Dal
modello al Formato reale |
| Fino
a metà degli anni 20 le figure sui i carri viareggini erano fatte
di gesso, un materiale fragile e pesante, che limitava molto le
possibilità espressive dei maestri carristi. Nel 1925 il maestro
Antonio d’Arliano ebbe la geniale trovata di usare il gesso non
come materiale definitivo, ma come stampo su cui realizzare una
figura di carta. Per creare questo stampo il modello in creta e
giunco viene coperto di uno strato di gesso di 3-4 centimetri di
spessore rinforzato da strati di tela di juta. A separare il
guscio di gesso in due o più parti ci pensano file di pezzetti di
latta che corrono come lame lungo le linee di separazione. Per
realizzare tutti gli stampi necessari ad un grande carro
allegorico servono circa 1500 chili di gesso.
Nello
stampo di gesso, che riproduce in negativo ogni più
piccolo particolare della figura, viene fatto aderire un
primo foglio di giornale inumidito. Su questo si stende un
secondo strato di carta di giornale impregnata di una colla
tradizionale fatta soltanto di acqua e farina di grano
bollita. |

|
|
| Per distinguere gli strati si alternano ai fogli
bianchi giornali colorati, come la Gazzetta dello Sport o il
Sole 24 ore. Ogni maestro carrista ha comunque i suoi
giornali preferiti, quelli che, secondo lui, hanno la carta
della trama e consistenza migliore. Ciascuno strato deve
entrare perfettamente in ogni anfratto della figura, ed ogni
foglio di carta va quindi premuto con attenzione con le dita
fino ad aderire a quello sottostante. Lo spessore finale è
di circa 1 - 1,5 millimetri, il che richiede circa 7 strati.
Lo stampo viene poi inserito in un grande essiccatore e dopo
15 ore la figura di carta viene estratta, perfetta in ogni
dettaglio, leggerissima e pronta
per la verniciatura. La carta è leggera, ma strato
dopo strato un carro di prima categoria se ne porta dietro
circa una tonnellata. |
| |
|
|
|
|
|