CARNEVALE DI VIAREGGIO

BOZZETTI 1° CATEGORIA

Alessandro Avanzini – “Libertà obbligatoria”

Un bimbo picassiano come un picador si trova in un sogno (o è desto?) popolato da mostri (immaginari o in carne e ossa?) ma la forza dell’amore aleggia nella presenza di una fata buona (o una madre?) che all’alba trasforma la realtà (o la finzione?) in una farsa mascherata travestendo il bimbo da Arlecchino: lui ci crederà?

    

Arnaldo Galli – “Scusate se ci divertiamo” Balla che ti passa!

Non si tratta di una costruzione contemplativa ma di un palcoscenico urbano viaggiante. Viene invertita la lettura della struttura, davanti dietro e dietro davanti come recitano i canti carnascialeschi, in questa maniera s’invita la gente a seguirla e a partecipare allo spettacolo in una danza collettiva , la stessa in cui si esibisce la figura di una ballerina gigantesca e dove si potranno apprezzare rappresentazioni con attori, clown, acrobati e artisti d’ogni genere. La costruzione sorprenderà per la brutale verticalità e la totale assenza di modellatura e di colore apparente. Grazie alla straordinaria libertà di circolazione che soltanto il Carnevale di Viareggio offre, la folla potrà seguire la costruzione , così da godere dello spettacolo offerto ma soprattutto interagire con le danze e le animazioni proposte. L’attenzione costruttiva e formale sarà focalizzata nella figura unica della ballerina che si esibirà in un ballo scatenato e carnevalesco. Simbolicamente questa rappresenta l’inesauribile danza dell’universo, la stessa che spesso noi umani dimentichiamo di ballare pensando di poter vivere al di fuori del suo ritmo vitale rischiando così che il ballo si svolga senza di noi. 

    

Fabrizio Galli – “L’astro nascente”

Sorge il sole, dopo qualche anno fitte nebbie sono state diradate. E’ lui l’Homo Novus, il Cinese, Sergio Cofferati. La Lunga Marcia cominciata diversi anni orsono sta per arrivare al momento culminante, la scesa in campo, come la chiamò a suo tempo il suo futuro avversario politico Silvio Berlusconi. L’antipasto sarà sicuramente a base di mortadella ma il pranzo vero e proprio verrà servito in un vassoio d’argento che conterrà tre bambini un po’ irrequieti: Bossi, Fini e Berlusconi. Se questi ultimi, in una delle opere liriche più famose di Giacomo Puccini, potrebbero sembrare Ping, Pong e Pang, sicuramente Sergio Cofferati è il figlio di Calaf e Turandot. 

Da una parte ha un aspetto freddo, misurato, calcolatore, dall’altra nasconde una forza incontenibile che gli dà quella determinazione che serve per raggiungere gli obbiettivi più impensabili. In una scenografia imponente composta dalla Muraglia Cinese, da draghi grandiosi e da uno dei mostri mitologici più importanti, il Leone di Pechino, campeggia la figura del nuovo Imperatore. E all’alba vincerà.

    

Franco Malfatti – “Tilt”

La partita della vita si gioca ai nostri giorni a ritmi elevati e stressanti. Numeri, parole, concetti ed emozioni sono assimilati dalla nostra mente continuamente come l’incessante martellare della pallina di un flipper che cerca di fare punti. Nella foga del gioco c’è il rischio di andare in tilt e così tutto si ferma, in un secondo, come la nostra mente e torniamo a essere una macchina da gioco fredda, impassibile, che si rimette in moto solo per denaro.

    

Simone Politi – “C’eravamo tanto amati”

Micro… mega… l’impercettibile e il gigantesco si assomigliano, succede così che nel multicolore minuscolo mondo degli insetti si ritrovi il terribile caos che ormai regna nel nostro pianeta… Ragni velenosi e aggressivi, insetti lavoratori o distruttori, imprendibili e dannose farfalle si combattono, cercano di sfuggirsi, si tendono agguati uno contro l’altro senza più regole né alleanze… e fra tutti domina la famelica e terribile mantide che senza scrupoli non esita a cibarsi neppure dei suoi amanti, degli strumenti di cui si è

servita per la sua smania di dominio, per i propri interessi… (Bin Laden in Afghanistan contro l’URSS, Saddam Ussein contro gli Ayatollah…), li colpisce repentina e letale senza lasciar loro il tempo neanche per dirle… eppure… “c’eravamo tanto amati”

    

Roberto Vannucci – “Per la vita che verrà”

La costruzione rappresenta l’eterna lotta tra il bene e il male, facilmente distinguibile non solo nei rapporti interpersonali ma anche nella nostra anima, dove convivono pensieri costruttivi e distruttivi, sentimenti di amore e odio. L’odio, la cattiveria e il male vengono rappresentati da Medusa, il mostro mitologico capace di pietrificare le persone con lo sguardo; a questa figura imponente si contrappone una giovane donna che aspetta un bambino: “madre natura” che rappresenta l’amore, la dolcezza, la bellezza, sentimenti non aggressivi che dominano la nostra vita. 

La costruzione è un incoraggiamento ad assecondare i sentimenti migliori, non per debolezza ma con coraggio: quello che siamo è ciò che abbiamo scelto di essere, è il risultato delle priorità che abbiamo nella scelta tra sentimenti buoni e cattivi, protagonisti del nostro conflitto interiore.

Facciamolo per noi e per la vita che verrà.

    

Renato Verlanti “La grande burattinata” (Governo burattino)

Progetto di Elios Lippi

 

All’insegna del “non è mai troppo tardi”, l’Onorevole Moratti, Ministro dell’Istruzione, dà lezione ai componenti del Governo raffigurati da asinelli – giocattolo. La costruzione rappresenterà bighe guidate da ministri raffigurati come Pinocchio con tanto di naso lungo; una grande biga, guidata dal Presidente del Consiglio, sarà posta al centro e Silvio Berlusconi si presenterà come un antico romano con tanto di frusta per “sollecitare” i magistrati che trainano la grande biga. Dietro il Cesare – Cavaliere ci saranno due bassorilievi traforati raffiguranti corvi e sciacalli.

    

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