CARNEVALE DI VIAREGGIO

FOTO DI CARRI DI SECONDA CATEGORIA

Paolo Lazzari – “Cacciuccata di carnevale”

La costruzione rappresenta un’allegoria carnevalesca che riunisce le tradizioni culinarie viareggine con lo spirito del Carnevale che, ancora una volta, si propone come carnevale d’Italia. Nel pentola sul lungomare si riuniscono infatti tutte le maschere del nostro Paese a festeggiare con Burlamacco, in un “melting pot” che tutto unisce e amalgama, come capita del resto anche per il piatto tipico della cucina viareggina, dove diversi tipi di pesce (crostacei, molluschi e altri) danno il meglio di sé per produrre quei sapori classici ma sempre apprezzati sulle nostre tavole. La costruzione è costituita da un grosso pesce, una “gallinella”, che esce dai flutti cavalcata e attorniata dalle varie maschere provenienti dalle diverse regioni d’Italia. In testa naturalmente Burlamacco con Pantalone, Pulcinella, Arlecchino, Balanzone e Brighella.

    

Carlo Lombardi – “Ma che faccia vuoi che faccia se non faccio la mia faccia”

Attori principali della scena sono due enormi pagliacci che simulano il movimento classico delle costruzioni del Carnevale di Viareggio e che inscenano la rappresentazione iconografica e materiale della naturalezza, della spontaneità, della veridicità, della reale manifestazione della personalità messa a nudo dalla espressività che il personaggio sprigiona nella sua mimica naturale. Non esistono doppie facce, doppia personalità… quello che vediamo è ciò che l’anima fa trasparire e traspone nell’immaginario collettivo. Nessuna falsità, nessuna tentazione, nessun passo falso, ciò che ci appare è la vera rappresentazione dell’anima che non si lascia sfuggire niente di sconveniente e disdicevole che possa estendersi come una goccia d’olio e allargarsi, impadronendosi così del cuore e della mente in modo tale da riempirli di mille pensieri e tentazioni. C’è chi invece per bramosia di potere e di onnipotenza fa carte false pur di riuscire nella corsa al successo: la nostra classe politica e dirigenziale può chiamarsi fuori da questa ricerca del supremo potere? I nostri due pagliacci si fanno delle grasse risate forti della loro onesta e umile veridicità.

    

Giovanni Maggini  – “La luna sul tetto”

Progetto di Libero Maggini

 

Gli avvenimenti politico – sociali degli ultimi tempi hanno condizionato pesantemente il pensiero e le coscienze di tutti noi e le conseguenze delle scelte fatte sono state pagate (e lo saranno anche in futuro) dai bambini. Questa costruzione cerca di opporsi a questa situazione, viene rappresentato un bambino addormentato nel suo lettino che comincia a sognare un mondo bellissimo, dove non accade niente che lo possa turbare, un mondo fantastico e nel sogno, volando, arriva sulla Luna e da lassù comincia a pescare altri sogni. Al bambino non interessa se pesca la favola del “Ladro di Bagdad” o quella di “Tom Sawyer”, non ci sono distinzioni tra fiabe irachene o americane così come non ci sono distinzioni tra bambini: sono l’anima e il futuro del mondo, lasciamoli sognare in PACE un mondo migliore di quello che abbiamo costruito noi adulti.

    

Alfredo Ricci – “Per un’allegria costante… usa il nostro carburante…”

Molte volte per giustificare un nostro stato d’animo diciamo di essere a corto di carburante e allora ecco un titolo che sembra quasi uno spot pubblicitario per presentare un carro di pura fantasia inneggiante all’allegria vera, quella che serve a tutti noi per non essere schiacciati dai milioni di problemi che ci presenta ogni giorno la vita. Perché, allora, non fare un bel pieno d’allegria, di un elisir magico contro tutto ciò che c’è di negativo al mondo? Il nostro Carnevale è l’occasione giusta e così per l’occasione al centro della costruzione ci sono delle grosse e divertenti pompe di carburante, niente di inquinante però, poiché da queste uscirà un carburante speciale: coriandoli, colori e allegria.

    

Enrico Vannucci – “L’esibizionista”

Questa costruzione vuole mettere a nudo, in maniera ironica, le manie di protagonismo del primo ministro “Sua Emittenza Berlusconi” al quale, per stupire l’opposizione non rimane altro che mostrare loro ciò che nasconde dietro il classico impermeabile. Tutto questo con l’aiuto del “fido” Emilio Fede nei panni di una Vispa Teresa pronto a tutto per il suo idolo. L’esibizione avviene di fronte a degli increduli e divertiti bambini ancora con i pannoloni (Bertinotti, Fassino, Rutelli, Prodi), letteralmente sommersi dalle montagne di promesse non mantenute fatte dal nostro grande “Esibizionista”.

  

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