CARNEVALE DI VIAREGGIO

FOTO DEI CARRI PRIMA CATEGORIA

Alessandro Avanzini – “Libertà obbligatoria”

Siamo tutti “Americani”? Speriamo proprio di no!
Dio salvi l’America e la sua Amministrazione.
Il diritto all’autodifesa è sacrosanto ma le bugie a sostegno della guerra no! S’impone così, inesorabilmente, un nuovo ordine mondiale: dovremo inchinarci tutti? Nella parte centrale del carro domina la statua della libertà impersonata dal presidente Bush: una maschera con il simbolo delle Nazioni Unite sostituisce la tradizionale fiaccola e il posto del grande libro della dichiarazione d’indipendenza nella mano sinistra è stato preso da un missile. Tutta la figura così ritoccata simboleggia la sconfitta del multilateralismo in campo internazionale e la pervicace volontà di risolvere con la forza i destini e gli interessi di milioni di persone.
In questa azione di guerra fanno da supporters al presidente - imperatore due leaders politici: Blair e Berlusconi, vestiti come due gaudenti marinaretti desiderosi di dichiararsi fedeli alleati.
Il tutto si svolge su un’immensa onda che inesorabilmente tutto travolge.

 

Massimo Breschi – “… Sicurezza 626… in Italia è tutto ok!

La metafora carnevalesca si riferisce all’anomalo comportamento dello Stato Italiano nell’affrontare le innumerevoli problematiche del mondo del lavoro e il difficile sviluppo economico del Paese.
Il Governo in carica oltre a promettere la creazione di nuovi posti di lavoro e garantire provvedimenti mirati a tutelare concretamente i diritti dei lavoratori, garantiva all’Italia una immediata ripresa economica. Si è riusciti a mantenere le sfarzose promesse o il nostro paese si presenta all’Unione Europea in una condizione di “traballante” equilibrio? L’allegorica risposta è uno strampalato mascherone ribaltato sottosopra (il governo) che cammina stranamente a testa in giù all’interno di un rigoglioso giardino in fiore (l’Italia), si atteggia sulla verticale nonostante sia circondato da un vecchio e pericolante cantiere (la precaria situazione economica), avvolto da numerose foglie d’edera (le innumerevoli problematiche del mondo del lavoro) le quali sembrano soffocare e opprimere la gradevole crescita dei fiori giovani e freschi (le riforme e i nuovi provvedimenti). Gli addetti alla sicurezza e alla prevenzione infortuni sostengono con corde logore il mascherone che sfoggia un elegante frac (le sfarzose promesse) e prova a illuderci beffardamente che procede tutto per il meglio. I lavoratori (le operose formiche), disturbati dalla onnipresente e cavillosa burocrazia (le fastidiose api), attendono fiduciosi l’arrivo delle tardive soluzioni (le ritardatarie chiocciole): la speranza è che in futuro il Governo, sia esso di destra o di sinistra, risolva con efficaci contromisure le gravi piaghe sociali che attanagliano l’Italia, con l’augurio di creare nel nostro Paese l’atmosfera che c’è a Viareggio in questo mese, serena e spensierata come quando in Passeggiata scorre la sfilata, per camminare finalmente in Europa non a testa in giù ma a tasta alta e petto in fuori, sorridente e gioviale com’è Burlamacco a Carnevale.

 

Emilio Cinquini – “Il Mostro oltre lo schermo”

 

La costruzione affronta il tema della comunicazione e, in particolare, di quella televisiva. Attenuati i dibattiti attorno alla Televisione “buona” o “cattiva maestra”, rimane il problema dello scarso livello culturale e delle proposte banali ma nondimeno aggressive. Prendendo spunto dai fatti della vita la televisione genera un continuo rotocalco senza alcuna visione critica, amplificando volutamente gli aspetti più superficiali ed estremizzando le emozioni: tutto diviene spettacolo perché tutto può divenire merce da vendere, l’io è disintegrato nel marketing aziendale.
Il mascherone principale rappresenta la Televisione come Mostro, come alterazione “mostruosa” della personalità umana, dei suoi affetti, delle emozioni e del pensiero razionale. La costruzione si propone come “spettacolo nello spettacolo” attraverso gli schermi dentro ai quali si compie la mimica degli eventi televisivi (il concorso canoro, la confessione sofferta, il quiz…) con persone direttamente reclutate dalla folla dei partecipanti. Un mascherone rappresenta l’Uomo – Auditel, il campione che definisce, secondo gli standard del marketing, la misura di ciò di cui abbiamo bisogno: sempre più banalità e meno pensiero

 

Gionata Francesconi – “Incanto Notturno all’alba”

 

Un bimbo picassiano come un picador si trova in un sogno (o è desto?) popolato da mostri (immaginari o in carne e ossa?) ma la forza dell’amore aleggia nella presenza di una fata buona (o una madre?) che all’alba trasforma la realtà (o la finzione?) in una farsa mascherata travestendo il bimbo da Arlecchino: lui ci crederà?

    

Arnaldo Galli – “Scusate se ci divertiamo” Balla che ti passa!

Non si tratta di una costruzione contemplativa ma di un palcoscenico urbano viaggiante. Viene invertita la lettura della struttura, davanti dietro e dietro davanti come recitano i canti carnascialeschi, in questa maniera s’invita la gente a seguirla e a partecipare allo spettacolo in una danza collettiva , la stessa in cui si esibisce la figura di una ballerina gigantesca e dove si potranno apprezzare rappresentazioni con attori, clown, acrobati e artisti d’ogni genere. La costruzione sorprenderà per la brutale verticalità e la totale assenza di modellatura e di colore apparente. Grazie alla straordinaria libertà di circolazione che soltanto il Carnevale di Viareggio offre, la folla potrà seguire la costruzione , così da godere dello spettacolo offerto ma soprattutto interagire con le danze e le animazioni proposte. L’attenzione costruttiva e formale sarà focalizzata nella figura unica della ballerina che si esibirà in un ballo scatenato e carnevalesco. Simbolicamente questa rappresenta l’inesauribile danza dell’universo, la stessa che spesso noi umani dimentichiamo di ballare pensando di poter vivere al di fuori del suo ritmo vitale rischiando così che il ballo si svolga senza di noi. 

    

Fabrizio Galli – “L’astro nascente”

Sorge il sole, dopo qualche anno fitte nebbie sono state diradate. E’ lui l’Homo Novus, il Cinese, Sergio Cofferati. La Lunga Marcia cominciata diversi anni orsono sta per arrivare al momento culminante, la scesa in campo, come la chiamò a suo tempo il suo futuro avversario politico Silvio Berlusconi. L’antipasto sarà sicuramente a base di mortadella ma il pranzo vero e proprio verrà servito in un vassoio d’argento che conterrà tre bambini un po’ irrequieti: Bossi, Fini e Berlusconi. Se questi ultimi, in una delle opere liriche più famose di Giacomo Puccini, potrebbero sembrare Ping, Pong e Pang, sicuramente Sergio Cofferati è il figlio di Calaf e Turandot. 

Da una parte ha un aspetto freddo, misurato, calcolatore, dall’altra nasconde una forza incontenibile che gli dà quella determinazione che serve per raggiungere gli obbiettivi più impensabili. In una scenografia imponente composta dalla Muraglia Cinese, da draghi grandiosi e da uno dei mostri mitologici più importanti, il Leone di Pechino, campeggia la figura del nuovo Imperatore. E all’alba vincerà.

    

Franco Malfatti – “Tilt”

La partita della vita si gioca ai nostri giorni a ritmi elevati e stressanti. Numeri, parole, concetti ed emozioni sono assimilati dalla nostra mente continuamente come l’incessante martellare della pallina di un flipper che cerca di fare punti. Nella foga del gioco c’è il rischio di andare in tilt e così tutto si ferma, in un secondo, come la nostra mente e torniamo a essere una macchina da gioco fredda, impassibile, che si rimette in moto solo per denaro.

    

Simone Politi – “C’eravamo tanto amati”

Micro… mega… l’impercettibile e il gigantesco si assomigliano, succede così che nel multicolore minuscolo mondo degli insetti si ritrovi il terribile caos che ormai regna nel nostro pianeta… Ragni velenosi e aggressivi, insetti lavoratori o distruttori, imprendibili e dannose farfalle si combattono, cercano di sfuggirsi, si tendono agguati uno contro l’altro senza più regole né alleanze… e fra tutti domina la famelica e terribile mantide che senza scrupoli non esita a cibarsi neppure dei suoi amanti, degli strumenti di cui si è

servita per la sua smania di dominio, per i propri interessi… (Bin Laden in Afghanistan contro l’URSS, Saddam Ussein contro gli Ayatollah…), li colpisce repentina e letale senza lasciar loro il tempo neanche per dirle… eppure… “c’eravamo tanto amati”

    

Roberto Vannucci – “Per la vita che verrà”

La costruzione rappresenta l’eterna lotta tra il bene e il male, facilmente distinguibile non solo nei rapporti interpersonali ma anche nella nostra anima, dove convivono pensieri costruttivi e distruttivi, sentimenti di amore e odio. L’odio, la cattiveria e il male vengono rappresentati da Medusa, il mostro mitologico capace di pietrificare le persone con lo sguardo; a questa figura imponente si contrappone una giovane donna che aspetta un bambino: “madre natura” che rappresenta l’amore, la dolcezza, la bellezza, sentimenti non aggressivi che dominano la nostra vita. 

La costruzione è un incoraggiamento ad assecondare i sentimenti migliori, non per debolezza ma con coraggio: quello che siamo è ciò che abbiamo scelto di essere, è il risultato delle priorità che abbiamo nella scelta tra sentimenti buoni e cattivi, protagonisti del nostro conflitto interiore.

Facciamolo per noi e per la vita che verrà.

    

Renato Verlanti “La grande burattinata” (Governo burattino)

Progetto di Elios Lippi

 

All’insegna del “non è mai troppo tardi”, l’Onorevole Moratti, Ministro dell’Istruzione, dà lezione ai componenti del Governo raffigurati da asinelli – giocattolo. La costruzione rappresenterà bighe guidate da ministri raffigurati come Pinocchio con tanto di naso lungo; una grande biga, guidata dal Presidente del Consiglio, sarà posta al centro e Silvio Berlusconi si presenterà come un antico romano con tanto di frusta per “sollecitare” i magistrati che trainano la grande biga. Dietro il Cesare – Cavaliere ci saranno due bassorilievi traforati raffiguranti corvi e sciacalli.

    

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